2

Stava perché di Graziano Lucchi

26 anni fa, e precisamente il 19 luglio del 1985, si verificava una tra le stragi più dolorose che abbiano mai colpito il nostro Paese: la catastrofe della Val di Stava.

Una sciagura che, oggi, viene descritta da Wikipedia con parole fredde e, allo stesso tempo, cariche d’angoscia: “…bacini di decantazione della miniera di Prestavel ruppero gli argini scaricando 160.000 m3 di fango sull’abitato di Stava, piccola frazione del comune di Tesero, provocando la morte di 268 persone…

Questo libro, edito nel 2001 dall’editore Curcu & Genovese Ass., descrive la genesi, le cause e le responsabilità della catastrofe sulla base della relazione della Commissione d’inchiesta. Nella seconda edizione vi è anche la prefazione di Carlo Azeglio Ciampi e alcuni racconti dei “testimoni”.

La storia è semplice quanto tragica: alle 12 e 22 una massa di fango scese a valle con violenza sbalorditiva. Raggiunse, si stima, una velocità di quasi 90 Km/ora, travolgendo persone, alberi ed abitazioni. I soccorsi furono immediati, ma le persone estratte vive dalle macerie furono pochissime. Morirono in 268.

Ai soccorsi presero parte 18.000 uomini, tra vigili del fuoco, esercito, Polizia, volontari… “Il loro lavoro venne coadiuvato da 19 elicotteri, 774 automezzi, 137 mezzi speciali, 16 gru a braccio lungo, 72 fotoelettriche, 5 battelli, 26 ambulanze, 27 cucine da campo, 144 radio portatili e 4 ponti radio”. Ma tutto questo non bastò a recuperare tutti i corpi ed a riconoscerli. Il recupero, infatti, durò circa tre settimane. Le salme furono composte nella palestra delle scuole elementari di Tesero e, successivamente, condotte nella camera ardente allestita nella Pieve della Maria Assunta a Cavalese. Il riconoscimento continuò fino a metà agosto.

Stava Stava perché di Graziano LucchiCiò che si era riversato su Stava erano “i bacini di decantazione della miniera di Prestavel”. Nel 1961 e nel 1969, infatti, furono costruiti due bacini di decantazione, dove veniva fatto decantare il materiale di scarto della miniera.

Al di sopra dell’abitato di Stava, in località Pozzole, venne costruito nel 1961 il primo bacino di decantazione, dove veniva fatto decantare il materiale di scarto della miniera. L’argine di tale bacino dai progetti iniziali che lo limitavano a 9m, superò i 25m. Dal 1969 fu realizzato un secondo bacino di decantazione, a monte del primo. Complessivamente, tra bacino inferiore e superiore si arrivò a circa 50m di argine”.

Venne aperto un procedimento penale che si concluse nel 1992 con la condanna di 10 imputati per disastro colposo e omicidio plurimo. Qui, trovate tutti i dettagli. Mentre qui, potete acquistare il libro di Lucchi che, oggi, tra l’altro, è di difficile reperibilità.

Buona lettura

Categoria: Storie di libri Parole chiave: , , ,



Articoli recenti

Facebook e Twitter

2 commenti to "Stava perché di Graziano Lucchi"

  1. marco denili scrive:

    io ero li alpino ,per portare con il camion vittime ad Ora paese, mi ricordo tutto come fosse adesso ore angoscianti gente disperata mi ricordo anche una mamma che piangeva sulla soglia della chiesa e GLI dissi se stava male e lei mi disse ho perso tutto …i miei bimbi tutti come vorrei incontrare qusta persona

  2. Andrea scrive:

    Bel libro davvero. Lo ho letto appena uscito