2

Se questo è un uomo di Primo Levi. Quando il destino è scritto nella storia

Se questo è un uomo non ha bisogno di presentazioni.

È uno dei più grandi resoconti del dopoguerra, ed è tristemente noto per ciò che racconta: la permanenza di Primo Levi nel campo di Monowitz, uno dei lager di sterminio satellite del più noto Auschwitz.

Ma oggi non vi parlerò della vita nel campo. Non vi parlerò delle torture fisiche e psicologiche che i tedeschi inflissero agli ebrei. Né tantomeno vi parlerò della “selezione” che i teutonici fecero sulla vita dei prigionieri, o dei giorni passati tra i lavori forzati e le vessazioni subite… per tutte queste cose, vi invito alla lettura di questo drammatico e bellissimo racconto!

Oggi, invece, vi racconterò la storia che sta dietro a Se questo è un uomo. Una storia strana e particolare. La storia di un libro nato nel dramma, rimasto nell’ombra e risorto alla luce.

Cominciamo con dire che il libro è stato scritto (come afferma lo stesso autore) per lasciare una testimonianza di quell’evento. Ed infatti nacque “fin dai giorni di lager per il bisogno irrinunciabile di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi”. E Levi lo ha fatto benissimo, narrando ogni particolare di quella “vita”. Se “vita” si può chiamare…

Ma il volume, almeno all’inizio, non ebbe il successo sperato.

Subito dopo la guerra, infatti, quando Levi presentò il volume ad Einaudi, questo lo rifiutò.

Il manoscritto di Levi venne accolto, comunque, dall’editore De Silva che lo stampò in 2.500 copie. Nonostante ciò, il decollo tardò ad arrivare. Levi riuscì a vendere appena 1.500 copie del libro. Forse per la voglia di dimenticare che l’Italia aveva in quegli anni, disse qualcuno.

Primo Levi, nel frattempo, si reinventò, abbandonando il mondo della letteratura e dedicandosi alla professione di chimico: trovò un’occupazione presso Siva, una ditta di produzione di vernici a Settimo Torinese.

se questo e un uomo Se questo è un uomo di Primo Levi. Quando il destino è scritto nella storiaQualche anno dopo, però, accadde qualcosa: nelle scuole si cominciò a studiare la seconda guerra mondiale e Levi venne spesso invitato come testimone dell’avvenimento. Il suo libro divenne sempre più richiesto come testimonianza diretta della vita nei lager.

Nel 1958 arrivò la notorietà dovuta: Einaudi decise di pubblicare l’opera e Levi si ridiede alla letteratura.
Nel corso degli anni, scrisse diversi racconti dal calibro di La tregua, Il sistema periodico, Se non ora, quando? E tanti altri…

Che dire, se non l’avete già letto: fatelo!

A presto

Categoria: Libri Parole chiave: , , , ,



Articoli correlati

Facebook e Twitter

2 commenti to "Se questo è un uomo di Primo Levi. Quando il destino è scritto nella storia"

  1. Francesco Forestiero scrive:

    Bello