Barack riceve il premio, ma c’è chi lo attacca. È Castro, che punta il dito sulle “truppe di pace”!
«La guerra è giustificata solo se come ultima spiaggia».
È quanto ha sottolineato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, durante il suo discorso per la consegna del premio Nobel per la pace ad Oslo. E poi ha aggiunto: «Sono responsabile del dispiegamento di giovani americani in terra straniera: alcuni uccideranno, altri saranno uccisi (…). Gli strumenti della guerra hanno un ruolo nel difendere la pace».
Nonostante i buoni propositi, forse la scelta di premiare Obama con il Nobel per la pace è prematura. Non a caso, molti quotidiani stranieri criticano la decisione della Commissione di Oslo.
Uno su tutti, il Wall Street Journal Europe, definisce l’attribuzione del Nobel ad Obama “bizarra”. Il vicedirettore dell’autorevole testata, Iain Martin, scrive: «È assolutamente bizzarro, Obama non ha fatto la pace con nessuno se non forse con Hillary Clinton».
Mentre, sul sito del Time si legge: «Il Premio rischia di aggiungere un enorme peso alle aspettative che Obama ha già portato con sé entrando in carica».
La critica più dura, però, arriva dall’ex lidèr maximo di Cuba, Fidel Castro. Che disapprova la scelta della commissione, «soprattutto alla luce dell’invio di 30mila soldati in Afghanistan».
Personalmente, sono d’accordo con la Stampa. Ritengo che la scelta di attribuire il Nobel per la pace ad Obama solo per le promesse fatte in campagna elettorale sia quantomeno avventata. Va bene, Obama si è detto “consapevole delle critiche al suo premio, che spera che si plachino al raggiungimento dei suoi obiettivi”. E si sta battendo bene contro il nucleare. Ma non basta: un semplice auspicio non è abbastanza. Così come non sono sufficenti tutte le belle parole pronciate durante la consegna del premio.
Sono solo parole, e per la pace, ci vogliono fatti.
Bisogna dimostrare il proprio volere. Bisogna darsi da fare. E, soprattutto, bisogna tener presente che si entra a far parte di una lista speciale. Anzi, unica: Nelson Mandela, Michail Gorbaciov, Aung San Suu Kyi, Martin Luther King…



