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Ma se gli alberi piangessero cosa piangerebbero? di Giorgio Facco

“Una coppia di agenti indaga su una serie di omicidi efferati che hanno luogo tra i vicoli bui di Genova.

Sulle tracce dell’assassino ci sono il protagonista e il collega Sat che cercano di ricomporre il puzzle dei pochi indizi lasciati dal serial killer, che punisce le proprie vittime con truculenti rituali di contrappasso, come in un girone dantesco.

Nel percorso che porta alla risoluzione del caso si alternano i due punti di vista opposti e complementari dell’assassino e del protagonista.

Alle pulsioni omicide del primo si intrecciano i ragionamenti e il senso di impotenza del secondo che vede crescere giorno dopo giorno la lista delle vittime.


Le analisi e le deduzioni del detective fluiscono in pensieri che danno voce alle frustrazioni personali di un uomo solo e disilluso dall’amore e dalla vita. Momenti di leggerezza e di comicità fanno da contraltare alla violenza degli omicidi e all’introspezione cinica e dolorosa del poliziotto, in particolare nei dialoghi tra i due agenti, un botta e risposta vivace e sarcastico, così come nei momenti in cui il protagonista, faccia a faccia con se stesso, esorcizza le proprie paure e fragilità frenando il flusso di coscienza con un caffè e una sigaretta”.

È questa la quarta di copertina di un romanzo noir che, a mio modesto parere, merita di essere letto.

seglialberi Ma se gli alberi piangessero cosa piangerebbero? di Giorgio Facco Sto parlando di Ma se gli alberi piangessero cosa piangerebbero? di Giorgio Facco, un romanzo edito da Albatros – Il Filo, molto ben scritto e ricco di spunti davvero interessanti.

Il giovane autore (è nato nel 1982) ci propone un noir introspettivo, in cui la caratterizzazione dei personaggi è molto forte e ben realizzata. Tutto ciò dà effettivamente un tocco in più alla narrazione che scorre “come l’acqua tra le rocce, superando gli ostacoli con facilità”, fino alla fine.

Un particolare che ho gradito è la musica che fuoriesce delle pagine… Nel romanzo, infatti, trova spazio una vera e propria “colonna sonora”, che accompagna il lettore per tutta la lettura e descrive le emozioni in maniera armonica.

Bella anche la copertina, che riporta una foto (in cui è rappresentato lo stesso autore) di Elena Curotto.

Ve lo consiglio.

Lo trovate qui.

Buona lettura.

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2 commenti to "Ma se gli alberi piangessero cosa piangerebbero? di Giorgio Facco"

  1. Stefano S. scrive:

    L’ autore è sicuramente capace. La narrazione è piacevole e fluida. La trama è forse un po’ ingenua, ma considerando che si tratta di un esordio, mi sembra un buon esordio. Da prendere in considerazione.