La storia è nota grazie allo splendido film del 2001 diretto di Christophe Gans, con Vincent Cassel e Monica Bellucci. Ed è nota anche per il libro, pubblicato da Sperling & Kupfer, di Pierre Pélot che porta lo stesso titolo: Il patto dei lupi. Quello che forse non tutti sanno, invece, è che la storia è basata su una vicenda accaduta sul serio. Quella della Bestia del Gévaudan.
Il tutto si svolge verso la fine del 1700. Tra il 1764 e 1767, per la precisione. Siamo in Francia. E il regno è sotto la guida di Luigi XV. La zona è quella dell’aria centro-meridionale. Nel Gévaudan, appunto. Una zona che oggi è la Lozère. È lì che succede il fatto. È lì che cominciano gli attacchi della Bestia.
E’ una vicenda di sangue e terrore, che ha ispirato oltre al film e al libro sopra indicati, anche la pellicola La Bestia del 1975 e un numero speciale del fumetto Martin Mystère intitolato “Il ritorno della bestia”.
Tutto ha inizio ad aprile, quando una ragazza viene attaccata da un grosso lupo. Ma riesce a salvarsi grazie alle mucche a cui stava badando, che allontanano la bestia. La giovane donna descrive la bestia con “…un corpo da vitello, peluria folta e nera, due grandi canini laterali”. Poi, inizia la carneficina: decine e decine di vittime. Soprattutto donne e bambine. Nei villaggi scoppia il panico. Così il governo decide di intervenire e invia nella regione uno squadrone di 56 dragoni. A capo vi è il capitano Jean Boulanger Duhamel. Questi avvista più volte la cosiddetta Bestia. Ma non riesce mai ad ucciderla. La descrive come un “ibrido mostruoso, grande come un vitello di un anno”. I morti aumentano. E Luigi XV aoolda, allora, un famoso cacciatore di lupi: il nobile D’Enneval.
D’Enneval afferma di aver ucciso 74 lupi. Tra cui anche la Bestia. Ma non è vero. Dopo un po’, gli attacchi riprendono. Così, Luigi XV sostituisce D’Enneval con Francois Antoine, Gran portatore di Archibugio del Re e massimo rappresentante della Grand louvetier (associazione francese nata proprio per eliminare le bestie feroci). Francois Antoine uccide, nel 1765, un grosso lupo dal pelo nero: oltre 70 kg, quasi 90 cm di altezza e una lunghezza di 140 cm: il cosiddetto lupo di Chazes. Antoine viene riepito d’oro e la faccenda finisce. Ma dopo alcuni mesi la misteriosa creatura torna ad uccidere.
Nel 1767, un certo Jean Chastel uccide un altro animale. Dopo di ciò, gli attacchi cessano del tutto. Chastel porta, allora, il corpo al Re sperando in una ricompensa. Ma non la ottine, visto che Luigi XV ritiene l’unica Bestia quella uccisa da Antoine.
Il totale accertato delle vittime è di 136. 14 delle quali decapitate.
Qui trovate il libro di Pélot.
Buona lettura.




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