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Il barone rampante di Italo Calvino

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Forse non tutti sanno che il barone rampante descritto nel magnifico libro di Calvino è esistito veramente.

Prima di svelare chi è, però, per chi non conoscesse la storia, eccone un breve riassunto.

Il barone rampante è un racconto del ’57 in cui Calvino descrive la vita di Cosimo Piovasco di Rondò, un giovanissimo nobile che un giorno, a seguito di un litigio col padre, decide di salire su un albero e non scendere più. Il fratello Biagio, voce narrante del racconto, descrive, con dovizia di particolari, tutti i 53 anni della vita di suo fratello passata tra le fronde e sui rami, tra caccia, incontri, nuove amicizie e avventure.

Il libro, scritto in soli due mesi (dal 10 dicembre ‘ 56 al 26 febbraio ‘ 57), è ispirato, come vi anticipavo, su un personaggio esistito veramente. Si tratta dello scultore Salvatore Scarpitta, morto di recente all’età di 88 anni.

Scarpitta è figlio di uno scultore siciliano. Nasce a New York nel ’19. Trasferitosi in California, un mattino del ‘31, Salvatore litiga col padre e, proprio come Cosimo di Rondò, si rifugia su un albero di pepe dove resta per tutto il giorno. Scende subito dopo. Ma non finisce qui. Infatti, il ragazzino racconta l’episodio a scuola e i compagni ne sono divertiti. Così, tempo dopo, ripete la bravata, ma stavolta rimane sull’albero ben 34 giorni. Diventa un caso, tanto che i giornali locali lo seguono giorno per giorno. Tutto questo scalpore, procura a Salvatore una certa somma di denaro, che gli permette anche di andare in Sicilia assieme alla famiglia. Una sera del ‘50, divenuto abbastanza famoso come scultore, a Roma, all’ osteria Menghi in via Flaminia, racconta a Calvino la sua avventura.
Sette anni dopo esce Il barone rampante.

È un libro che io ho letteralmente divorato in 7 giorni. Avvincente e ben scritto.

Che dire? La fantasia e la realtà a volte collimano o la prima prende spunto dalla seconda… E nasce un capolavoro…

Buona lettura.








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