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Storie di libri

Archivio di maggio 2010

“La parola fine” di Roberta Tatafiore, il diario di un suicidio

Ha cercato, voluto e pianificato la sua morte.

E ha riportato tutto nel suo diario, pubblicato nei giorni scorsi da Rizzoli. Sto parlando di Roberta Tatafiore, giornalista, sociologa, scrittirice e, soprattutto, militante dei diritti civili delle donne e delle prostitute.

La parola fine è il titolo del suo toccante lavoro, dove, giorno dopo giorno, la scrittirice architetta con precisione il suicidio.

Roberta ha scritto il suo diario tre mesi prima di togliersi la vita, nell’aprile del 2009. E ciò che stupisce di più di questo volume è esattamente la pianificazione del suo “progetto”.

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L’ultimo uomo di Mary Shelley

Ogni tanto è bello rileggere un classico.

Qualche mese fa, ad esempio, ho riletto L’ultimo giorno di un condannato a morte di Victor Hugo. Bellissimo.

Oggi, invece, ho cominciato a rileggere L’ultimo uomo di Mary Shelley. Lo conoscete? Beh, è un altro capolavoro realizzato dall’autrice di Frankenstein nel 1826, secondo me, ingiustamente dimenticato.

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Il testamento di Salvatore Siciliano. Mistero svelato

“Se si fa un’indagine nelle canzoni di tutti i tempi

si scopre facilmente che dopo la parola amore viene la parola mistero…”

Cosa significa tutto ciò? Significa che in qualche modo i “misteri” piacciono molto alla gente. E quello del testamento di Salvatore Siciliano è proprio un mistero. O almeno lo era fino a qualche giorno fa. Fin quando la casa editrice Fazi ha svelato l’arcano: si tratta di un libro. Il libro dell’esordiente Salvatore Cobuzio, preceduto da una ben strutturata operazione di viral marketing.

Tutto è partito il 1° marzo. Quando questo messaggio è apparso nei più noti social network:

Facebook, 1º marzo 2010

Mi chiamo Salvatore Siciliano e dal momento in cui leggerete questo testamento avrò una sola certezza: quella di non chiamarmi più Salvatore Siciliano.

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Il nuovo osservato speciale di Open AR. S.: Il mistero di Linda

Gianna Baltaro è definita l’Agatha Christie italiana.

Con i suoi gialli la giornalista-scrittrice ha conquistato la simpatia di tantissimi affezionati lettori. Il suo ultimo lavoro è Il mistero di Linda (2007, Edizioni Angolo Manzoni, collana EAM Narrativa, pag. 199, euro 14,00) ISBN 978-88-6204-013-6.

La trama? Eccola

La fine di un temporale, una macchina in panne, l’istantanea di un delitto (per citare Agatha Christie…) Ma fra le verdi strade della Val Pellice, la collina di Baldissero e la Torino dei salotti buoni soffia un vento esotico, un’aria di avventura. Uno scrittore viaggiatore e suo fratello disperso in Africa, nell’ombra il mistero della regina di Saba. Al commissario Martini, come sempre, il compito di far trionfare la sua idea di giustizia”.

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Se questo è un uomo di Primo Levi. Quando il destino è scritto nella storia

Se questo è un uomo non ha bisogno di presentazioni.

È uno dei più grandi resoconti del dopoguerra, ed è tristemente noto per ciò che racconta: la permanenza di Primo Levi nel campo di Monowitz, uno dei lager di sterminio satellite del più noto Auschwitz.

Ma oggi non vi parlerò della vita nel campo. Non vi parlerò delle torture fisiche e psicologiche che i tedeschi inflissero agli ebrei. Né tantomeno vi parlerò della “selezione” che i teutonici fecero sulla vita dei prigionieri, o dei giorni passati tra i lavori forzati e le vessazioni subite… per tutte queste cose, vi invito alla lettura di questo drammatico e bellissimo racconto!

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