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Storie di libri

Archivio di dicembre 2009

2009: un anno molto, molto particolare

Il diario della vita è fatto da pagine bianche pronte per essere riempite dall’inchiostro della storia

2009, un anno particolare: 12 mesi farciti di belle notizie, ma ornati di sventure e calamità. Dove le pagine del calendario scorrono lente e il bianco del presente si macchia con l’inchiostro dell’informazione. E dove, quest’ultimo, spesso ci racconta fatti che non avremmo mai voluto leggere.

Gennaio ha come protagonista Barack Obama, il primo presidente nero della storia degli Stati Uniti. Durante il giuramento del 44esimo leader USA, tenutosi a Washington, sono presenti oltre 2 milioni di persone. Un’immensa folla ascolta le parole di un uomo che vuole traghettare l’economia americana al di là della crisi.

Negli stessi giorni, l’Italia segue immobile la vicenda di Eluana Englaro, l’ennesimo dramma trasfigurato in caso mediatico. Fino al 7 febbraio, quando il Governo emana il decreto sulla sospensione dell’alimentazione forzata e mette fine alla farsa televisiva dell’amara realtà. Eluana muore due giorni dopo.

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Obama Nobel per la pace. E le truppe in Afghanistan?

Barack riceve il premio, ma c’è chi lo attacca. È Castro, che punta il dito sulle “truppe di pace”!

«La guerra è giustificata solo se come ultima spiaggia».

È quanto ha sottolineato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, durante il suo discorso per la consegna del premio Nobel per la pace ad Oslo. E poi ha aggiunto: «Sono responsabile del dispiegamento di giovani americani in terra straniera: alcuni uccideranno, altri saranno uccisi (…). Gli strumenti della guerra hanno un ruolo nel difendere la pace».

Nonostante i buoni propositi, forse la scelta di premiare Obama con il Nobel per la pace è prematura. Non a caso, molti quotidiani stranieri criticano la decisione della Commissione di Oslo.

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Holden Caulfield: la saggezza, la ribellione, la semplicità

Mark David Chapman, un assassino. Forse il più famoso. Un’unica vittima: John Lennon. Perché? Forse la spiegazione è in un libro…

«Sono sicuro che una grossa parte di me sia Holden Caulfield. Il resto deve essere il diavolo».

Vi ricorda qualcosa questa frase? Sì, avete indovinato: fa riferimento al racconto Il Giovane Holden, il capolavoro di J. D. Salinger del 1951. Ma non sono parole del libro. Sono parole di un’omicida. Di un assissino. Di uno strano tipo che l’8 dicembre del 1980 uccise uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, John Lennon. Sono parole di Mark David Chapman.

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Catturandi: una squadra di eroi da 1.400 euro al mese

L’arresto di Provenzano, dei Lo Piccolo e di tanti altri pericolosi latitanti è opera di 55 eroi moderni

«Vai papà, e prendi i cattivi».

È quello che il figlioletto dice durante il suo compleanno. Quando il genitore si scusa col piccolo perché non può restare alla festa. Ma deve tornare al lavoro per dare la caccia ai “cattivi”.
Segno di un animo nobile, di un grande senso del dovere e di un forte spirito di sacrificio. Lo stesso spirito che anima la volontà di un eroe e lo stesso senso del dovere che alberga nel suo cuore: quello del padre, I.M.D.

Perché scrivo solo le iniziali? Semplice, per ragioni di sicurezza. Perché I.M.D. è un funzionario di polizia che fa parte della squadra Catturandi della questura di Palermo, il team d’élite che ha messo in manette Bernardo “Binnu” Provenzano e i fratelli Salvatore e Sandro Lo Piccolo.

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