La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza.
Sì, è uno dei motti del Grande Fratello. L’ente nato dalla mente del geniale ed insofferente George Orwell.
George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair, è uno maggiori scrittori del Novecento. I suoi romanzi più famosi sono La fattoria degli animali e 1984.
Oggi, vi parlerò di quest’ultimo.
Pubblicato 62 anni fa, il 6 giugno del 1949, è considerato il romanzo distopico per eccellenza. E per distopia si intende: “opposto di utopia [...] in riferimento alla rappresentazione di una società fittizia [...] nella quale le tendenze sociali sono portate ad estremi apocalittici”.
Ecco perché, per capire davvero questo romanzo, bisogna dapprima analizzare l’ambientazione.
Orwell immagina un mondo post-apocalittico formato da quattro stati: Oceania (Gran Bretagna, Irlanda, America, Australia, Nuova Zelanda e la parte centromeridionale dell’Africa), Eurasia (Europa e Russia), Estasia (Cina, Mongolia, Giappone e la zona settentrionale dell’India e della Birmania) e una zona contesa tra le tre potenze (Africa centrosettentrionale, paesi del medio oriente e alcune zone dell’Asia centrale).
Le tre grandi potenze sono costantemente in guerra tra di loro.
L’Oceania è amministrata secondo i principi del Socing, il Partito Socialista Inglese. Il popolo è governato da un unico partito, con a capo il Grande Fratello, un personaggio occulto e strano che nessuno ha mai visto. Per le strade, però, i megaschermi trasmettono la sua immagine in continuazione e lui ripete gli slogan del partito senza sosta. Sui palazzi, i suoi manifesti tappezzano le vie e fanno “compagnia” a tutti.
Il partito controlla tutto e tutti attraverso dei televisori-telecamere, installati per legge in ogni abitazione dei membri del Socing. Questi aggeggi trasmettono propaganda 24 ore su 24 e, allo stesso tempo, spiano la vita dei cittadini.
Al di sotto, ci sono i Prolet, uomini senza privilegi, che fanno i lavori pesanti in cambio del minimo di sussistenza.
I Prolet sono controllati dalla psicopolizia, l’organo che monitora i teleschermi, facendo in modo che questi non commettano psicoreati. Ovvero, non infrangono il Bispensiero, l’unica forma di pensiero ammessa: “la volontà e la capacità di sostenere un’idea ed il suo opposto, in modo da non trovarsi mai al di fuori dell’ortodossia, dimenticando nel medesimo istante, aspetto questo fondamentale, il cambio di opinione e perfino l’atto stesso del dimenticare”.
La lingua che si parla è la Neolingua, “un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. Una volta che la neolingua fosse stata radicata nella popolazione e la vecchia lingua (archelingua) completamente dimenticata, ogni pensiero eretico (cioè contrario ai principi del partito) sarebbe divenuto letteralmente impossibile, almeno per quanto attiene a quelle forme speculative che derivano dalle parole”.
Una volta compresa l’ambientazione distopica del romanzo, passiamo alla trama.
Il protagonista è Winston Smith, un membro subalterno del partito.
Lavora presso il Ministero della Verità come correttore di libri e articoli di giornale già pubblicati. Li modifica in modo da censurarli e plasmarli secondo le volontà del partito.
Sembra un tipo tranquillo, ma in realtà detesta le influenze e non riesce ad adeguare la propria mente al bipensiero.
S’innamora di Julia, una sua collega e, assieme a lei, si unisce alla Lega della Fratellanza, la resistenza, un movimento clandestino che appoggia Emmanuel Goldstein, un alto funzionario che nel passato si oppose al partito e che, da quel momento, viene considerato il nemico pubblico numero uno.
Coinvolgono nella lotta anche O’Brien, un funzionario del partito, forse vicino a Goldstein. Si confidano con lui, ma vengono arrestati e interrogati.
O’Brien è, in realtà, una spia del partito, un agente della psicopolizia.
Al di là della trama (ben concepita) o dell’ambientazione (spettacolare), quello di Orwell è un capolavoro assoluto. Una magia unica. Da leggere necessariamente.
La storia che si nasconde dietro questo romanzo, più volte decifrato e spiegato da critici e studiosi, è una storia inquietante. Forse la più inquietante che si possa immaginare.
La dittatura creata da Orwell, infatti, non fa paura perché atroce o spietata. Fa paura perché è una dittatura mentale, dettata con il lavaggio del cervello, con convinzioni imposte e con certezze basate sulla menzogna.
Il Grande Fratello non si accontenta di governare, vuole anche l’anima e il cuore dei sudditi. I condannati, prima di morire, vengono sottomessi, e non importa se ci vogliono degli anni: devono morire prima l’anima e il pensiero, poi il corpo.




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